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SALA 1

Il Duecento umbro-marchigiano

In questa sala si conserva il ciclo di affreschi del Maestro di S. Agostino, artista di formazione romanica. Sono rappresentati episodi della storia dell'ordine agostiniano, tra cui la consegna della Regola agli eremiti da parte di S. Agostino e il santo eremita Guglielmo da Malavalle. Nella sala sono poi esposte la croce dipinta ed il Cristo Patiens, di Rinaldo di Ranuccio, e una Madonna con Bambino (scultura lignea).

OPERE RIPRODOTTE

Maestro di S. Agostino - Consegna della Regola agli eremiti

Affresco, seconda metà del XIII sec

Provenienza: ex convento di S. Agostino

Il Santo, coperto da una volta e seguito da frati agostiniani alle sue spalle, consegna la Regola (porgendo simbolicamente il libro) ai dodici eremiti posti a sinistra; sullo sfondo, si scorgono quattro edifici.

Rinaldo di Ranuccio da Spoleto - Croce dipinta

Tempera su tavola sagomata, 1250 - 1260

Christus Patiens crocifisso, modello canonizzato da Giunta Pisano, con il corpo teso ad arco, il ventre tripartito e una resa anatomica geometrica. Nella tabella di sinistra è rappresentata la Vergine, in quella di destra S. Giovanni Evangelista.

Un dettaglio della decorazione geometrica che circonda il corpo del Cristo è riportata a lato.

 

SALA 2

Le origini della scuola fabrianese

L’opera di Giotto e il grande cantiere di Assisi hanno dato esiti anche nel territorio fabrianese, dove prende forma una vera e propria scuola di artisti, che trova negli anonimi maestri di Campodonico e S. Emiliano le proprie personalità di spicco. In particolare il maestro di S. Emiliano fu profondamente ispirato dall’arte riminese sviluppando un suo linguaggio autonomo; padroneggia la resa dello spazio attraverso la scansione ritmica e le architetture prospettiche in cui inserisce le figure creando diversi piani compositivi.

 

OPERE RIPRODOTTE

Maestro di S. Emiliano - Madonna col Bambino e Santi

Affresco, prima metà del XIV sec

Provenienza: abbazia di S. Emiliano in Congiuntoli

La Vergine in trono allatta il Bambino, dietro al trono due angeli sollevano un drappo.

A sinistra S. Lucia, a destra S. Caterina con la palma del martirio e S. Emiliano col pastorale; sullo sfondo un inserto architettonico; in alto una colonna tortile orizzontale.

Allegretto Nuzi e il Gotico fiorito

A metà Trecento, il punto di riferimento della scuola fabrianese è Allegretto Nuzi. Il suo decorativismo fiorito e l'abbondante uso dell'oro saranno di grande ispirazione per Gentile da Fabriano. La sala raccoglie inoltre le opere dell'allievo Francescuccio di Cecco Ghissi, di Puccio di Simone ed il complesso ligneo a tutto tondo dei Magi, realizzato dall'omonimo maestro.

 

OPERE RIPRODOTTE

Puccio di Simone - S. Antonio abate tra i devoti

Tempera su tavola cuspidata, metà XIV sec

Provenienza: ex convento di S.Antonio fuori le mura

Il Santo si appoggia con la mano destra ad un bastone, con la sinistra regge un libro; ai suoi piedi due maialini (cinta senese, di rimando alla terra d’origine del pittore) e ai suoi lati due schiere di devoti inginocchiati: sette uomini alla sua destra e sette donne a sinistra più un neonato.

Attributi: bastone del pellegrino, libro delle Sacre Scritture, maialini (protettore degli animali)

 

Francescuccio di Cecco Ghissi - Madonna dell’Umiltà

Tempera su tavola centinata, 1359

Provenienza: chiesa di S. Domenico

Principale collaboratore di Allegretto. Iconografia diffusa nella seconda metà del 1300: Maria seduta a terra (umiltà proviene da humus ovvero terra), su un cuscino mentre allatta Gesù, tra i simboli riconducibili all’iconografia la luna (in basso a sinistra) e le stelle (qui assenti probabilmente perché lo sfondo fu successivamente sostituito dal muro in marmo e dal drappo che circonda la Vergine).

Si ripropongono in basso dettagli dei motivi decorativi della veste, il primo dei quali è il logo del museo.

 

Allegretto Nuzi - S. Nicola da Tolentino, S. Agostino, S. Stefano

Tempera su tavola, 1370 circa

Provenienza: chiesa di S. Agostino

Al centro del trittico S. Agostino con mitra, pivale con decorazione a pampini d’oro (dettaglio replicato a destra), pastorale e libro aperto; a sinistra S. Nicola da Tolentino con in mano un giglio e un libro; a destra S. Stefano regge un libro e la palma del martirio.

 

SALA 4

Il Quattrocento tra Tardo Gotico e Rinascimento

Protagonista del Rinascimento cittadino è Antonio da Fabriano, il cui linguaggio stilistico è un raro esempio di contaminazione tra la cultura artistica marchigiana e la pittura fiamminga. La sua preziosa Dormitio Virginis riprende un avvenimento raccontato nei Vangeli Apocrifi: la caduta dal cielo della cintola mariana, a simboleggiare l'ascesa non solo spirituale ma anche carnale di Maria.

 

OPERE RIPRODOTTE

Maestro di Staffolo - Madonna col Bambino, S. Giovanni Battista, S. Caterina d’Alessandria

Tempera su tavola cuspidata, XV sec

Al centro la Madonna adorante il Bambino adagiato nella culla a dondolo in legno (inusuale attributo riconducibile ai corredi infantili del 1400) circondata da due angeli in preghiera, incoronata dall’Eterno (in alto); a sinistra S. Giovanni Battista regge la croce e stringe un cartiglio con la scritta ecce agnus dei; a destra S. Caterina con la ruota e la palma del martirio

Antonio da Fabriano - Dormitio Virginis

Dipinto a tempera su tavola centinata, XV sec

Provenienza: chiesa di S. Nicolò

Al centro la Vergine distesa sul letto circondata dagli Apostoli in una composizione piuttosto ammassata; nel cartiglio in alto al centro, l’animula della Vergine sollevata dagli angeli dalla quale parte la cintola retta da San Tommaso. Interessante lo studio prospettico reso sia dalle architetture sullo sfondo che dalla geometria del pavimento.