Arte del XX secolo
canna di ottone e scorie di bronzo fuso, saldati e vetro colorato
1986
cm 98 (diametro)
Provenienza: erede dell'artista
Profondamente colpito dalla tragedia di Hiroshima, Mannucci non considera più la figura come un mezzo di espressione adeguato a rappresentare la realtà. Sperimenta l’uso di materiali quali ferro, ottone, bronzo e vetro, in sintonia con le ricerche polimateriche dell’ambiente romano e di Alberto Burri. Le sue opere, come la serie denominata “Idee”, sprigionano energia generata da nuclei e imprimono movimento alla materia, che si espande nello spazio in maniera inattesa. Inoltre, dopo l’atomica di Hiroshima, evento che modificherà radicalmente la sua concezione dell’arte, viene a conoscenza della nuova forma di energia generata dalla scissione dell’atomo e giunge a realizzare forme mai viste, attraverso la tecnica della saldatura diretta, in cui la materia incandescente sembra creare energia vitale.